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Due giorni, due IA, una principessa che diventa un melone

La settimana scorsa un collega mi mostra un video interessante: un game dev che fa lavorare insieme Astra di ChatGPT e Fable 5.1 di Claude dentro Unreal Engine, per costruire lo scontro con un boss in stile Souls-like.

Il video in sé parla di sviluppo di giochi, ma la cosa che mi ha colpito è vedere due IA diverse lavorare sullo stesso materiale invece che una sola. Mi ha fatto venire in mente una favola che avevo in testa da un po’, “La Principessa Melone”: la racconto la sera a mia figlia Maria Laura da quando è nata, e da un mese a questa parte, nel tempo libero, l’ho anche scritta per bene. Ho pensato: perché non provare a fare la stessa cosa io, con Claude e ChatGPT, ma per dare finalmente un volto ai suoi personaggi?

Ho passato due giorni a far comunicare i due servizi tra loro: uno proponeva un personaggio, l’altro lo correggeva o lo arricchiva, fino ad arrivare a un cast coerente su tutte le tavole, dal re Formica alla Nebbiolina che si nutre delle chiacchiere di chi giudica senza guardare. Il risultato mi ha aiutato a capire meglio chi sono davvero questi personaggi, oltre a darmi un’idea molto più chiara della favola stessa. Quando ho mostrato a Maria Laura la principessa e gli amici di cui le parlo ogni notte, è rimasta a bocca aperta: per la prima volta li ha visti, non solo sentiti raccontare.

Stamattina in palestra pensavo già al passo successivo: contattare un illustratore professionista per rifinire il libro in modo originale, e magari, chissà, auto-pubblicare la mia prima favola.

C’è anche una piccola ironia in tutto questo. “La Principessa Melone” parla proprio di una Nebbiolina che vive di “dicono che…” e di gente che ride prima ancora di guardare con i propri occhi. Quando leggo i commenti dei vari luddisti moderni, subito pronti a giudicare l’uso dell’IA invece di provarla, mi sembra di essere finito dentro la mia stessa favola.

La Principessa Melone presentata al regno

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