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Cose come queste mi mettono in una posizione mentale difficile. Da un lato sento le emozioni che mi portarono a scegliere questo cammino professionale. Dall’altro, tuttavia, ho uno strano senso di tristezza. Sono cosciente che è molto difficile che riuscirò un giorno a mettere la firma su qualcosa di cosí memorabile da avere una colonna sonora riprodotta alla GDC in questo modo cosí emozionante.
E non è perchè non voglia, che sia chiaro. Ma ci sono una serie di cose che non posso controllare, che potrebbero o no mettermi sul cammino giusto. Voglio dire, immagina di ascoltare le musiche del “tuo” gioco riprodotte e immagina sentire le piccole grida di gioia del pubblico a cui è piaciuta l’esperienza.
Questo è il fine ultimo che inseguo in ogni lavoro che faccio, ma non dipende solo da me. Dipende da moltissimi fattori, la maggiorparte dei quali non posso controllare. La cosa più probabile, se siamo onesti con noi stessi, è che non accadrà mai una cosa del genere. La mia carriera non raggiungerà mai certi traguardi, se guardiamo giusto ai numeri.
Ecco perchè io scelgo di concentrarmi sul cammino, non sulla destinazione. Non sono troppo la persona di “credo in questo gioco, e quindi lo sviluppo anche da solo perchè deve uscire”. Sono un ragazzo che si è formato ludicamente parlando nei club di giochi di ruolo. Nel mondo nerd, ascoltando musica alternativa, non vestendosi mai alla moda. Disprezzando anzi le mode. Oggi sono diverso, sono un ragazzo ma anche un uomo con i suoi valori, e il mio obiettivo è trasmettere queste cose agli altri. Mi centro di più nel mio rapporto con i miei collaboratori, con la mia squadra.
Perchè, triste o no, è la verità: con tutta probabilità non lavorerò mai a qualcosa che diventerà memorabile. Ma l’importante è continuare a lavorare con passione su tutto ciò che mi capiti a tiro.