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Il focus è dire no

Il problema più comune che vedo nei miei clienti è che spesso sanno troppo. Si informano con podcast e formazioni online, studiano i competitor, raccolgono feedback, analizzano i trend… e poi si bloccano!

Steve Jobs, in una famosa intervista del 1997, disse che il focus non significa dire sì alle cose più importanti. Significa dire no a centinaia di buone idee. L’eccesso di informazione porta a volte verso le scelte giuste ma non tue.

Come analizzo la concorrenza

Quando analizzo i competitor per un cliente, faccio due colonne:

  1. cosa mi interessa di questo competitor? Cosa stanno facendo che va in una direzione interessante: visione, pubblico, priorità, in quest’ordine.
  2. cosa non mi interessa, e perché? Cosa stanno facendo che funziona, che il mercato accetta, che non è un errore, ma che non fa per me. Ne per il pubblico che sto servendo, ne per l’identità del prodotto che sto costruendo.

Importante saper distinguere tra cose troppo vaghe e altre azionabili:

  • “Vogliamo fare qualcosa di accessibile” è vago.
  • “Non faremo mai un sistema che richiede una guida esterna per essere capito” è concreto, operativo, difendibile.

L’unica cosa da togliere

Nel game design uso spesso uno strumento mentale semplice: individua l’unica cosa da togliere. Quasi sempre è una buona idea a cui qualcuno si è affezionato. Non è sbagliata in assoluto, ma lo è per questo prodotto o in questo momento.

La stessa logica vale per una strategia, una comunicazione, un roadmap.

Dire no a una buona idea è il lavoro più difficile. Richiede di sapere con precisione cosa stai cercando di essere, non solo cosa ti piacerebbe fare.

E quella chiarezza arriva dalla scelta di cosa escludere.

Published inGame Design