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Videogioco: realtà complicata

La questione della creazione e distribuzione di videogiochi è una realtà complessa. Discuti con qualunque persone dell’industria e una frase sarà sempre presente: “fare giochi è difficile”.

Negli anni che il videogioco ha ricevuto moltissimi soldi da investitori (soprattutto durante il COVID), sono arrivate nell’industria logiche illogiche: trattare questa delicata questione come un problema complicato.

I problemi complicati sono facilmente risolvibili dal lato sinistro del nostro cervello. Costruire un razzo per andare su Marte è un problema complicato. C’è bisogno di esperti che con conoscenze e logiche arrivino poi su Marte. Una volta che si scopre il processo, essendo un problema, il problema è risolto (a meno di errori umani, chiaro).

Una realtà complessa, invece, richiede tutte altre capacità. Capacità nelle quali il lato destro del nostro cervello è più adatto. Richiede stabilire certe relazioni, con altre persone e con il lavoro creativo. Non è possibile trovare un metodo unico, una formula. Le aziende che hanno successo e si affidano a formule, prima o poi pagano il prezzo.

La creazione e distribuzione di giochi non può essere trattata come un problema complicato, deve essere rispettata come realtà complessa. Altrimenti si traduce in un gioco di rubare idee e usare trucchetti di performance marketing che portano soldi solo a corto termine. Poi qualcuno che può lavorare con meno diritti e più ore inevitabilmente ci supera.

A volte ho la sensazione che avremmo bisogno di più umanisti e artisti e meno teste matematiche e persone di business tra le nostre fila di dirigenti.

Published inGame Design